Mercedes ha presentato un nuovo veicolo di sviluppo che attualmente utilizza per studiare come i pedoni interagiscono e reagiscono alle auto altamente automatizzate. Con il nome di Co-operative Car, si tratta di una versione modificata e altamente automatizzata della berlina Mercedes Classe S. Questo particolare concept dispone di un nuovo set di sensori, strisce luminose e altoparlanti direzionali.

Vetture come questa sono attualmente utilizzate nel progetto Automated Valet Parking di Daimler e Bosh a Stoccarda ma la Co-operative Car compie un ulteriore passo in avanti con numerose aggiunte che le permettono di comunicare con chi è a piedi.

Mercedes: il marchio tedesco lavora sullo sviluppo dell’interazione fra veicoli autonomi e pedoni

La casa automobilistica di Affalterbach afferma che le ultime sue ricerche effettuate dimostrano che i pedoni sono molto più a loro agio nei veicoli autonomi quando questi ultimi sono facilmente riconoscibili. Tuttavia, i veicoli senza conducente al volante potrebbe rappresentare una sfida se diventeranno realtà in futuro.

I pedoni avranno bisogno di riporre fiducia nelle auto senza conducente in un nuovo modo. È qui che entra in gioco il set di luci presenti sulla Co-operative Car di Mercedes. In particolare, una luce turchese segnala che il veicolo sta guidando in maniera autonoma.

Il marchio automobilistico tedesco ha scelto questo colore perché non viene attualmente utilizzato su strada. Ad esempio, il blu scuro si confonderebbe con i veicoli di emergenza, il rosso con i semafori e il giallo con gli indicatori direzionali. Il turchese è un colore neutro ed è il più adatto per essere impiegato in questo settore, nella speranza che diventerà standard su tutti i veicoli autonomi simili.

Presenti delle strisce a LED turchesi con sensori che monitorano chi sta a piedi

Sulla parte superiore della Co-operative Car sono presenti delle strisce di luci a LED turchesi. Ognuna utilizza dei sensori per monitorare l’attività dei pedoni e formano una sorta di occhio presenti sia anteriormente che posteriormente. Questi sono in grado di seguire le persone che stanno attorno al veicolo e inoltre permettono ai pedoni di sapere se sono stati individuati dalla Co-operative Car.

Gli occhi virtuali possono anche riprodurre istruzioni o suggerimenti non verbali come ad esempio indicare al pedone una direzione sicura per attraversare la strada. La speciale vettura di Mercedes sarà in grado anche di rilevare i volti umani. Se essa rileva che un pedone non si è accorto della Co-operative Car, riproduce un particolare suono attraverso un altoparlante direzionale per richiamare la sua attenzione.

Nella parte superiore del parabrezza e del lunotto sono presenti due strisce luminose che segnalano il rallentamento o l’aumento di velocità tramite lampeggio. Inoltre, il costante lampeggio rapido delle luci turchesi indica che la vettura cooperativa sta per muoversi.

Mercedes afferma che questi occhi turchesi virtuali rendono un’auto simile a un oggetto vivente, consentendo all’essere umano di capire il veicolo in modo molto più intuitivo. Alexander Mankowsky, futurologo di Daimler, ha dichiarato che lo sviluppo di un linguaggio comune per l’interazione fra auto e pedone è la prossima grande sfida per le aziende che svilupperanno veicoli autonomi.