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Mercedes in giudizio: “Rifiuta di passare solo all’elettrico”

Mercedes sul banco degli imputati. Alcuni attivisti hanno intrapreso un’azione legale contro vari brand per l’impegno nel sostenibile, ritenuto non sufficiente.

Sede Mercedes a Stoccarda

Gli attivisti tedeschi hanno intentato una causa contro BMW e Mercedes per aver rifiutato di perseguire obiettivi più rigidi sulle emissioni di carbonio e di non costruire più auto che emettano combustibili fossili entro il 2030, secondo quanto riporta il quotidiano Handelsblatt.  È la prima volta in Germania che i cittadini fanno causa a società private per contrastare il cambiamento climatico.

L’ONG, Deutsche Umwelthilfe, ha confermato a Reuters che i documenti sono stati presentati lunedì sera. Nelle lettere alle aziende, spedite in principio di di settembre, queste avevano tempo fino al 20 settembre per accettare le richieste dell’ONG, comprensive pure della chiusura della fabbricazione di vetture con motore a combustione interna prima del 2030. Nessuna delle compagnie chiamate in causa ha, però, finora fissato una data per il mantenimento del programma. Lunedì BMW e Daimler hanno comunicato a Reuters di non aver accolto le pretese di Deutsche Umwelthilfe.

La causa è simile nelle modalità a quella intentata con Volkswagen dai capi della divisione tedesca di Greenpeace in collaborazione con l’attivista di Fridays for Future Clara Mayer e un proprietario terriero non identificato. Tuttavia, tale gruppo ha concesso alla Casa di Wolfsburg tempo fino al 29 ottobre per rispondere.

Mercedes sotto tiro: le origini della campagna

Mercedes concessionaria

Nel maggio dello scorso anno, la corte suprema tedesca ha stabilito che la legge nazionale sul clima non stava facendo abbastanza per proteggere le generazioni future. Ha fissato budget per le emissioni di carbonio per i principali settori economici, aumentato la percentuale di riduzione delle emissioni dai livelli del 1990 entro il 2030 dal 55% al 65% e affermato che la Germania come Paese deve essere a zero emissioni entro il 2045.

Sebbene il soddisfacimento delle richieste implichi alcune restrizioni agli stili di vita delle generazioni attuali, non provvedervi costringerebbe quelle future a sacrifici significativamente più drastici per sopravvivere in un mondo più caldo e impedire che il problema peggiori, ha commentato la corte all’epoca.

Il precedente Shell

Nello stesso mese, gruppi ambientalisti olandesi l’hanno spuntata nella causa contro il colosso petrolifero Shell per non essersi prodigata a sufficienza per mitigare il suo impatto sull’ecosistema. Non era mai successo che un tribunale condannasse un’impresa privata a ridurre le rispettive emissioni. Sulla base delle due sentenze, gli attivisti tedeschi stanno portando avanti la loro campagna.

Le possibili ripercussioni del caso Mercedes

Il caso in questione è importante su due piani. In primo luogo, a causa del precedente legale che potrebbe stabilire, vale a dire che le aziende sono direttamente responsabili dell’effetto sulla vita delle persone delle emissioni create dai loro prodotti. Se l’accusa avesse la meglio, i cittadini sarebbero magari incoraggiati a citare in giudizio ulteriori attori economici, dalle compagnie aeree ai rivenditori, alle ditte energetiche, per non aver essersi sufficientemente attivate al contenimento l’impatto sul pianeta.

In secondo luogo, perché le imprese saranno costrette a dimostrare in via legale che i loro obiettivi di emissione sono realmente quelli dichiarati pubblicamente, mettendo alla prova le loro affermazioni secondo cui stanno prendendo sul serio la minaccia globale. Ufficialmente, Mercedes mira a fabbricare veicoli al 100% elettrici entro il 2030 e fornire un’alternativa elettrica per ogni modello entro il 2025.

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