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Fermo amministrativo: proposta a tutela di chi compra auto usata

Dal Movimento 5 Stelle proviene la proposta di un intervento legislativo per tutelare chi compra un’auto usata con fermo amministrativo.

Fermo amministrativo

La crisi dei chip è il problema che maggiormente opprime oggigiorno l’industria automotive. Una seria fonte di disagio, che inevitabilmente porta le Case costruttrici ad accumulare enormi ritardi nei tempi di produzione, a discapito dei clienti, veri e potenziali. Proprio in una simile situazione di emergenza, la prospettiva di ricorrere all’acquisto di un’auto usata appare quanto mai invitante. Così facendo, infatti, si scongiurano tempi di attesa. E spesso è l’unica soluzione sul tavolo per ragioni economiche, in termini di budget familiare e non solo. Difatti, il Governo ha previsto una serie di incentivi per il mercato e ciò ha risvegliato l’attenzione, fin lì magari sopita, dei conducenti. Nonostante gli aspetti appena richiamati, si consiglia sempre di tenere a freno l’istinto, di cercare con calma le offerte disponibili, di informarsi sullo stato di tenuta della vettura in questione e sull’eventuale presenza di vincoli che vi gravano, ad esempio il fermo amministrativo.

Fermo amministrativo: i malintenzionati sono dietro l’angolo

Insomma, occhi aperti, in quanto i malintenzionati sono sempre dietro l’angolo, pronti ad approfittarsi della buona fede del compratore. Specialmente se i negoziati avvengono tra privati, e al di là di eventuali complicazioni tecniche, sono possibili difficoltà di carattere burocratico, tra cui il bollo non pagato o – ancora peggio – il fermo amministrativo del veicolo.

Quest’ultimo consiste nell’impossibilità per un mezzo di circolare regolarmente in strada, per una serie di ragioni, con evidenti ripercussioni per l’acquirente, il quale si ritroverebbe, sostanzialmente, in possesso di un mezzo da tenere obbligatoriamente fermo presso uno spazio privato. Rischio che, attraverso un emendamento, presentato nel corso della discussione delle modifiche al Codice della Strada, svanirà.

Allo stato attuale la legge (art. 213, co. 10 del C.d.S.) stabilisce che a notificare il fermo amministrativo al P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico) sia il Prefetto. Secondo le indicazioni contenute nella documentazione dell’ACI in merito a sequestri e fermi amministrativi, ciò non conta ai fini della trascrizione e, pertanto, non deve essere oggetto di accertamento, da parte del Pubblico Registro Automobilistico, l’efficacia di tale provvedimento. Ciò poiché la domanda di annotazione è effettuabile pure in un frangente successivo a quello di avvenuta esecuzione e, perciò, pure a seguito della scadenza del relativo termine.

Insomma, seppur paradossale, il fermo amministrativo potrebbe essere comunicato anche a fermo ormai scaduto, senza che dunque un eventuale compratore sia stato messo debitamente al corrente.

La proposta del Movimento 5 Stelle

L’emendamento presentato dalla deputata del Movimento 5 Stelle, Lucia Scanu, mira a velocizzare i tempi di notifica al PRA. Nello specifico, propone che il provvedimento mediante cui si dispone il sequestro del veicolo venga notificato dalle Forze dell’Ordine procedenti ai competenti uffici del Dipartimento per la mobilità sostenibile, di cui al comma 10 per l’annotazione al P.R.A. Laddove abbia luogo il dissequestro, il medesimo organo di polizia provvederebbe alla comunicazione per la cancellazione della nota nell’Archivio nazionale dei veicoli e al P.R.A.

La soluzione avanzata punta ad azzerare i tempi, rendendo la notifica di fermo amministrativo immediata, senza che ci possano essere zone grigie, entro cui un venditore senza scrupoli abbia modo di muoversi, facendo leva sulla mancata presenza della notifica nel P.R.A.

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