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Mercedes GLC F-Cell: il progetto potrebbe essere ripreso

Il progetto Mercedes-Benz GLC F-Cell, con alimentazione a idrogeno, potrebbe essere ripreso.

Mercedes GLC F-Cell

L’alimentazione elettrica sarà pure la massima candidata per diventare la tecnologia numero uno del futuro, ma non metterà in ombra l’idrogeno. Questa è l’opinione di alcune importanti case automobilistiche, che stanno sviluppando prototipi di veicoli a celle a combustibile insieme alle loro flotte a batteria come parte dei preparativi per abbandonare i combustibili fossili. 

Stanno vagliando l’ipotesi, prevedendo che uno scossone negli schieramenti politici sia in grado di far pendere l’equilibrio verso l’idrogeno in un settore plasmato dalla decisione di Tesla di imboccare il sentiero della batteria. Specialmente ‘agglomerato dei colossi tedeschi è al centro dell’attenzione. A tal proposito, sta già puntando miliardi in settori come l’acciaio e i prodotti chimici per raggiungere gli obiettivi climatici, e le combattute elezioni di questo mese potrebbero vedere i Verdi entrare nel Governo di coalizione e remare ulteriormente in tale direzione.

Mercedes GLC F-Cell: sarà realtà?

Sede Mercedes a Stoccarda

L’idrogeno è visto come una scommessa sicura dai principali produttori di camion del mondo, tra cui Daimler AG Daimler Truck, Volvo Trucks e Hyundai, perché le batterie sono troppo pesanti per i veicoli commerciali a lunga distanza

Eppure, la tecnologia delle celle a combustibile – in cui l’idrogeno passa attraverso un catalizzatore, producendo elettricità – è per ora troppo onerosa per le vetture di largo consumo. Le celle sono complesse e contengono materiali costosi e, sebbene i rifornimenti siano più rapidi in confronto all’elettrico, le infrastrutture stentano a diffondersi.

Il fatto che il comparto sia così indietro nella corsa al mercato accessibile a zero emissioni si traduce anche nella preferenza data dai partiti e dalle istituzioni ai mezzi elettrici in quanto le ritengono la via più veloce per tagliare il traguardo della decarbonizzazione della mobilità. 

I Verdi, tuttavia, sostengono l’uso dell’idrogeno per navi e aerei e vogliono investirvi parecchio su quello prodotto esclusivamente da fonti rinnovabili. Esso svolgerà un ruolo davvero importante nel settore dei trasporti, ha affermato Stefan Gelbhaar, portavoce del partito per la politica dei trasporti al Bundestag. Occhio, però: le opinioni sono volubili, basti pensare al diesel, passato da santo a peccatore in seguito allo scandalo della frode sulle emissioni Dieselgate della Volkswagen, scoppiato nel 2015. Qualche Costruttore considera la tecnologia dell’idrogeno come una sorta di polizza assicurativa poiché l’UE mira a un divieto effettivo delle auto a combustibili fossili dal 2035. 

Le dichiarazioni di Daimler

L’anno scorso Daimler aveva dichiarato che avrebbe interrotto la produzione del Mercedes GLC F-Cell, un suv a celle a combustibile. Ma una “gola profonda”, vicina ai piani alti. ha riferito che il progetto potrebbe essere facilmente ripreso qualora la Commissione europea o un Governo tedesco con spirito green sancisse la svolta. 

Nel momento in cui gli è stato chiesto un commento a tali speculazioni, Jörg Burzer, capo della produzione di Daimler, ha sottolineato a nome della società l’intenzione di canalizzare gli sforzi sull’elettrico. Ciononostante, sono in stretta collaborazione con la divisione addetta alla fabbricazione dei camion. La tecnologia è sempre disponibile, ha dunque rimarcato.

Le previsioni degli analisti

D’altro canto, Cobb di Fitch Solutions ha spiegato che occorreranno ancora anni prima che qualsiasi supporto comunitario europeo per il parco circolante a idrogeno garantisca significativi dati di vendita. In effetti, la società di consulenza automobilistica LMC prevede che i vari usi – nei veicoli commerciali, nell’aviazione e nello stoccaggio di energia – ne stimoleranno l’adozione nelle autovetture, ma a lungo termine. 

Semplicemente il cambio di passo non avverrà presto, ha puntualizzato Sam Adham, analista senior di LMC per i motori. Le stime per il 2030 rappresenteranno appena lo 0,1% delle vendite in Europa e i numeri decolleranno solo dopo il 2035

Nel frattempo, permangono divergenze sulle prospettive nell’industria automotive globale e persino all’interno dei singoli gruppi. 

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