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Rosberg: “Box Mercedes, fino a quando Wolff…”

Nico Rosberg torna con la mente al suo anno di grazia, il 2016, quando vinse il campionato del mondo, svelando stuzzicanti retroscena.

Nico Rosberg
Nico Rosberg

Dal 2016, quando vinse il suo primo e unico titolo mondiale, Nico Rosberg non è più un pilota attivo. Quella vita, spesa tra paddock e circuiti, appartiene a un capitolo passato. Eppure, l’alfiere tedesco è impegnato in svariate attività, dall’operato di opinionista di Sky Sport F1 allo spirito imprenditoriale manifestato nel campo delle energie rinnovabili. Del resto, sarebbe troppo giovane per darsi unicamente a una vita di relax e agi.

Rosberg: la strategia Mondiale

Nico Rosberg e Lewis Hamilton

Toccato il punto più alto nella propria carriera alla guida di una monoposto, il figlio di Keke ricorda la sfida al cospetto del rivale di allora, Lewis Hamilton. In un’intervista rilasciata a Square Mile, il nativo di Wiesbaden ha rivelato alcuni retroscena legati all’annata, per lui magica. L’operazione trionfo poggiò su alcune basi fondamentali, tra cui una condizione fisica impeccabile, ottenuta attraverso un drastico programma di dimagrimento. Inoltre, tanti piccoli correttivi gli diedero modo di offrire i picchi di prestazioni in pista.

Un dettaglio curato fu ad esempio la colorazione del casco, in tinta nera. Ciò poiché si era sbarazzato della vernice, che pesava 80 grammi. I calzettoni alle caviglie li avevi ridotti senza lasciarli correre fino al ginocchio. Tradotto: ulteriori 10 grammi risparmiati, 5 per gamba. Infine, sui suoi guanti aveva fatto rimuovere una cucitura che era fissata in un punto non ideale, a tal punto da impedire, in maniera parziale, la sensazione sulla frizione. Gli accorgimenti diedero gli effetti sperati, complice un lavoro altrettanto importante, a livello mentale.

Oltre al peso, infatti, Nico Rosberg si adoperò parecchio sotto il piano psicologico, grazie al supporto di una figura competente in materia. Per l’esito del dualismo interno sentiva necessario chiedere aiuto a un consulente esperto e, a posteriori, ebbe assolutamente ragione. Profuse le massime energie con uno psicologo dello sport – ha ammesso – ed ha passato un paio d’ore ogni due giorni a focalizzarsi sulla mentalità, imparando perfino la filosofia da tale insegnante. L’insieme di oculate decisioni fece la differenza, particolari, del resto, fondamentali per spuntarla sui diretti concorrenti. Ed è pure questo sacrificio.

Il provvedimento di Toto Wolff

Nel momento di massima tensione tra Nico e Lewis, il team principal della scuderia anglo-tedesca, Toto Wolff, mise in atto una dura strategia. C’era una divisione così marcata tra i due lati del garage da spingere persino i meccanici a diventare avversari, e gli ingegneri percepivano il clima venutosi a creare. Senza preavviso, e senza chiederlo, Toto ha trasferito l’intero team i meccanici di Rosberg sulla macchina di Hamilton e viceversa, per il resto del campionato.

Il provvedimento venne assunto a ridosso del Gran Premio inaugurale e fu pazzesco – ha concluso il figlio d’arte -. I suoi meccanici, di cui si fida ciecamente e che sono pure suoi amici, furono trasferiti sulla vettura di Hamilton, e lui aveva dei nemici che lavoravano sulla sua. Alla fine, comunque, la scelta radicale messa in atto da Toto Wolff giovò a Rosberg. E, a coronamento di un’intensa stagione scandita da un saliscendi continuo di emozioni, realizzò il sogno più grande ad Abu Dhabi.

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