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Auto e Moto d’Epoca 2021: tutte le auto Mercedes

Ecco tutte le auto Mercedes attese alla prestigiosa rassegna di Auto e Moto d’Epoca 2021, prevista, come di consueto, a Padova Fiere.

Mercedes SLK

Il motorismo è in continuo fermento. Non esiste occasione in cui gli appassionati non facciano sentire il loro calore e il loro supporto. Indipendentemente dalla vetrina designata, i dati di affluenza registrano, immancabilmente, ottimi responsi, che fanno senz’altro capire quanto il mercato sia vivo. I racconti tramandati di generazione in generazione contribuiscono al fascino emanato. E Mercedes rappresenta uno dei punti di riferimento. Frutto di una lunghissima storia, iniziata con la nascita dell’automobile e proseguita lungo i decenni.  

Sebbene le sue radici affondino in Germania, anche il pubblico italiano ha tanto da dire riguardo alla compagnia di Stoccarda. Magari di vetture passate di padre in figlio o da nonno a nipote. Perché i valori della solidità e della tenacia tedeschi hanno plasmato pure il Costruttore.

Questione di giorni (pochi, a onor del vero) e i fan avranno l’opportunità di ripercorrerne l’evoluzione nel corso di Auto e Moto d’Epoca, uno degli appuntamenti imperdibili nel calendario annuale. Con ancora fresche le immagini di Milano Autoclassica e del Concorso d’Eleganza Villa d’Este, la kermesse promette scintille. Il programma annunciato dagli organizzatori lascia sperare per il meglio e se le attese saranno confermate allora ci sarà di che divertirsi.

Mercedes ad Auto e Moto d’Epoca: da nicchia a realtà ben presentata sullo scena quotidiana

Che la manifestazione deluda è uno scenario remoto. Tra le principali nel Vecchio Continente, l’edizione 2021 aprirà le danze giovedì 21 ottobre 2021 e andrà avanti fino a domenica 24 presso la Fiera di Padova. Verrà, pertanto, rinnovato il legame con gli amanti di un genere davvero rilevante, capace di trasformarsi da comparto da “nicchia” a realtà ben presentata sullo scena quotidiana, ciò per via di un numero in perenne aumento di praticanti ed enthusiast. All’interesse via via maggiore nei confronti dei mezzi “vintage” contribuisce la fascia Youngtimer. Sì, le quattro e le due ruote realizzate nell’arco degli anni Ottanta e Novanta che, al di là di attirare un folto seguito di giovani, conserva vivissimo l’interesse nei riguardi delle storiche.

Un ponte tra passato e presente

Fra i marchi pronti a garantire la loro presenza ad Auto e Moto d’Epoca 2021, Mercedes non poteva chiamarsi a fuori. L’onore della “Stella a Tre punte” sarà “difeso” nella “tre giorni” veneta attraverso il Mercedes-Benz Registro Italia, in un format espositivo atto a confermare la filosofia di parallelismo fra passato e presente, in grado di caratterizzare la partecipazione ufficiale del brand alle precedenti edizioni.

In tale circostanza, il tema centrale, il fil rouge della selezione è l’alimentazione elettrica. Sì, avete letto correttamente: la retrospettiva verterà su un sicuro protagonista dell’industria da qui ai prossimi anni. In questa corsa evolutiva, Mercedes si tingerà di green in tempi relativamente vicini. Da mesi il colosso tedesco ha svelato i progetti in serbo.

Entro la fine del decennio appena avviato disporrà di una gamma al 100 per cento elettrica. A voler essere precisi, il brand volterà pagina esclusivamente in quei territori dove le condizioni del mercato lo permetteranno. Non che vi fossero dubbi in merito, sicché diversi Paesi mancano delle infrastrutture idonee e, salvo rivoluzioni improvvise, difficilmente colmeranno il gap in un intervallo limitato.

La Mercedes adotterà un approccio graduale. Risultati concreti saranno “toccabili con mano” già nel 2022. Quando il Costruttore teutonico vanterà nella rispettiva gamma prodotti al 100 per cento “con la spina” in ciascun segmento presidiato. Dal 2025 in poi, ogni architettura delle new entry nelle concessionarie saranno esclusivamente a zero emissioni.

Nel lusso – ha commentato Ola Källenius, CEO di Daimler AG e Mercedes-Benz AG, la transizione sta prendendo velocità. Il punto di svolta si sta avvicinando e saranno pronti nel momento in cui avverrà il passaggio al solo elettrico. Per tagliare i traguardi prefissati, il piano industriale varato comprende una netta accelerazione nei campi di ricerca e sviluppo. Per ottenerlo, gli investimenti tra il 2022-2030 nell’elettrico sfonderanno il muro dei 40 miliardi di euro.

Ad Auto e Moto d’Epoca 2021 avranno, inoltre, spazio le Station Wagon. Il menù avrà come piatto forte l’esposizione della nuova generazione di Mercedes Classe C Station Wagon e di Mercedes EQS, vale a dire la nuova “ammiraglia” al 100 per cento che proprio a Padova farà una delle sue prime apparizioni di fronte al grande pubblico.

190 E Elektro 1990: la capostipite Mercedes della mobilità a impatto zero

190 E Elektro 1990

Al centro della rassegna figurerà Mercedes 190 E Elektro: un mezzo sperimentale, ad alimentazione elettrica con batterie al sodio-cloruro, che nel 1990 decretò lo step propedeutico del marchio tedesco verso quella che con il tempo sarebbe diventata l’attuale concezione della e-mobility. I progettisti ebbero – tanto per cambiare – l’occhio lungo e, malgrado all’epoca non se ne capì appena il potenziale (del resto, si parla di trent’anni fa), col senno del poi la lungimiranza dimostrata fu incredibile.

Presentata alla Fiera di Hannover nel maggio del 1990 con il fine di accertare l’idoneità funzionale di ciascun componente in situazioni realistiche con tutte le accelerazioni, le vibrazioni e le variazioni di temperatura acclarate nel funzionamento quotidiano, la vettura fu a sua volta evoluta nell’esemplare – tenuto a battesimo in occasione del Salone di Ginevra 1991 – allestito con due unità propulsive elettriche (disposte singolarmente in corrispondenza delle ruote posteriori) da 22 Cv di potenza singola, per 44 cavalli di potenza complessivi, e sistema di frenata rigenerativa.

Gli accumulatori impiegati per alimentare i motori sono del tipo al cloruro di sodio e nichel, una tecnologia alquanto all’avanguardia in apertura degli anni ’90 e tuttora applicata. Vantaggi di peso, autonomia e tempi di ricarica accettabili vista l’epoca. La 190 Elektro si spinge fino ai 130 chilometri orari e possiede un’autonomia superiore i 250 km. Altamente avanzato il sistema di recupero d’energia in frenata, d’ausilio all’incremento della percorrenza tra un rifornimento di corrente e l’altro. L’anteprima in Germania fu una scelta figlia del buon senso: a parte la “questione di campo”, era l’evento dedicato al progresso tecnologico.

190 E Elektro 1990: non un prototipo fine a sé stesso

Mercedes-Benz 190 elettrica

La 190 Elektro non era un prototipo fine a sé stesso o un’iniziativa di marketing per richiamare attenzione. Come spiegato poc’anzi, la Mercedes se ne servì per studiare a fondo i margini concreti di ingresso nel campo dei veicoli a impatto zero. Di conseguenza, si realizzò una piccola flotta di 10 unità della 190 affinché fossero testate, in maniera intensiva, presso l’area di prova sull’isola di Rügen sul mar Baltico.

La zona consentiva sessioni ad hoc con il supporto essenziale di laboratori finanziati dal Governo tedesco per dare il là alla mobilità elettrica. L’area test era dotata di stazioni di ricarica alimentate da pannelli solari: già tre decenni fa i progettisti erano consapevoli che la vettura elettrica aveva modo di intraprendere uno sviluppo sostenibile esclusivamente se concepita all’interno di un ciclo virtuoso, con energia attinta da fonti rinnovabili.

Le 190 Elektra accumulavano importanti percorrenze. Un esemplare coprì 100 mila km in un anno senza particolari inconvenienti; un secondo, affidato a un tassista, ne percorse 60 mila senza segnalare guasti. Quale lezione ne trasse la Mercedes? Una miniera quasi infinita di dati sui cicli di carica e scarica delle batterie, sulla durata degli accumulatori e sulla perdita progressiva di efficienza, sull’autonomia raggiungibile nei test sugli stili di guida e alle differenti velocità.

Soprattutto, però, maturò la convinzione che la tecnologia era giò a buon punto per prevedere in un futuro non granché lontano la produzione di serie. Gli esperimenti cessarono nel 1996. Alcuni degli ingegneri coinvolti nel programma 190 Elektro sono ancora in servizio a Stoccarda. E hanno partecipato portato Mercedes alla costituzione della nuova lineup EQ a zero emissioni.

Look distintivo e cambiamenti socio-culturali definirono, a metà degli anni Settanta, il substrato sul quale si gettarono le fondamenta dei modelli “familiari” a Stoccarda. In quel di Auto e Moto d’Epoca ne terranno alto la bandiera due esemplari Station Wagon; ovvero la prima SW delle serie S123 nell’accezione moderna del termine, e della sua “erede” S124 T del 1985.

S123 e S124 ad Auto e Moto d’Epoca 2021: station wagon “amarcord”

Mercedes S123

La S123 fu presentata al Salone di Francoforte 1977 con l’esordio del modello T, lettera atta a indicare sia Turismo sia Trasporto, due dei valori fondanti attorno a cui l’allora portafoglio prodotti ruotava. Nello specifico, la S123, inaugurava la dinastia delle Wagon nell’interpretazione Mercedes. In sostanza, l’estetica era decisamente affine, nella parte anteriore, alle berline dalle quali derivavano, mentre nel volume posteriore venivano aggiornati. Una pietra miliare che segnò un punto di rottura col passato.

Una rivisitazione del concetto delle gradi auto con il portellone e spiccate doti funzionali, sottolinea la nota ufficiale. Non più mere auto da lavoro, come venivano considerate in Italia, o seconda vettura di famiglia per portare i Baby Boomer, come erano considerate in America. Emerse la concezione di status symbol, lo specchio di un lifestyle dinamico e ricercato. Inoltre, segnò l’adozione dell’unità turbodiesel da parte di Mercedes (con 300 TD del 1980). Dalla catena di montaggio continuò a uscire fino all’intero 1986.

A raccoglierne l’eredità la gamma S124, svelata al Salone di Francoforte 1985 e destinata a rimanere in listino per un decennio esatto. I numeri commerciali ne giustificarono la lunga permanenza, con oltre 340 mila esemplari usciti dall’impianto di Brema. In varie edizioni successive si presentò peraltro nelle configurazione 4Matic (trazione integrale) ed AMG. Una lunga tradizione che oggi continua con la nuova Classe C station wagon, esposta a Padova accanto alle sue antenate.

Mercedes SLK: la prima serie della leggendaria roadster

Mercedes SLK

Fuori salone, esposta dinanzi all’albergo NH Padova, in prossimità dei padiglioni della Fiera, una SLK prima serie celebrerà, invece, il 25esimo anniversario della leggendaria roadster. Svelata alla fine di aprile del 1996 durante il 66° Salone dell’Automobile di Torino, conquistò lo sguardo ammirato dei presenti, tra cui il pilota Mika Hakkinen e l’attore Bud Spencer. La coreografica apertura dell’hardtop in lamiera le conferì fascino. Un tetto scomponibile, indicato come “Vario” dal reparto marketing, che in circa 20 secondi si ripiegava nel baule, trasformando la scultorea biposto da coupé a spider.

L’idea del coupé-cabriolet non era totalmente inedita, tuttavia qui il principio risultò ben più comodo in termini di ingombro e praticità, in confronto alle predecessori Peugeot 402 e Ford Skyliner. Qualità che permisero alla SLK di aprire la strada a un nuovo segmento di mercato, dedicato a chi desiderava guidare “en plein air” persino d’inverno, la stagione, fino a quel momento, la netta prevalenza delle spider restava a prendere polvere in garage. Anche in termini di sicurezza passiva, la R 170 vantava meriti particolari: la SLK si destreggiò in maniera eccellente in ogni crash test pertinente, quali l’offset, la barriera a fessure, di caduta dal tetto e di ribaltamento con capote aperta. L’SLK soddisfò pienamente gli standard, superando in maniera brillante i previsti requisiti omologativi.

Per il lancio, la scelta ricadde sul giallo (Yellowstone), una tinta atipica per una “firma” dall’indole formale, fama che fin ad allora la accompagnava. Una provocazione diretta a rimarcare l’indole sbarazzina del modello in questione e che lasciava presagire pure importanti cambiamenti nell’immagine proiettata dal Costruttore all’esterno. L’SLK si rivolgeva infatti ad un pubblico giovanile, strizzando l’occhio alla platea femminile, che dimostrò di apprezzare particolarmente lo charme e il comfort della spider.  

Mercedes ad Auto e Moto d’Epoca 2021: il mondo Classic si avvicina ai più giovani

A ridosso del ritorno di Auto e Moto d’Epoca con l’edizione 2021, in programma da giovedì 21 ottobre a domenica 24 ottobre 2021, il Presidente del Mercedes-Benz Registro Italia ha rilasciato alcune dichiarazioni, riportate dalla Casa tedesca nella nota diramata ai mezzi di informazione. Come da tradizione – si legge – tornano nella città veneta con un format capace di riscuotere un successo ragguardevole negli appuntamenti degli anni passati. Una vetrina adatta ad avvicinare appassionati sempre più giovani al mondo del Classic.

Il parallelismo tra passato e presente dà loro l’opportunità di raccontare nelle sue infinite sfaccettature l’evoluzione dell’automobile, ponendone in luce le valenze tecniche, stilistiche e sportive, nonché social e culturali. Costituito nel 1994, il Mercedes-Benz Registro Italia è il punto di riferimento per qualsiasi appassionato del brand tedesco. Diretta emanazione della divisione italiana, riconosciuto e autorizzato da Daimler AG e Mercedes-Benz Classic, il Registro è il Club attraverso il quale ogni possessore di veicoli storici riesce a entrare nell’ambito delle auto d’epoca e pure ottenere l’iscrizione all’ASI e al FIVA a cui è federato.

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