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Daimler Truck: “Produzione inferiore alla domanda anche nel 2022”

L’amministratore delegato del nuovo gruppo Daimler Truck, Martin Daum, ha rivelato che anche nel 2022 la produzione non soddisferà la domanda.

L’amministratore delegato di Daimler Truck, Martin Daum, ha affermato che il costruttore di autocarri, il quale dovrebbe essere scorporato da Daimler a dicembre, continuerà a vendere meno veicoli di quanto potrebbe potenzialmente effettuare nel prossimo anno, poiché la carenza di chip ostacola i lavori. Le difficoltà logistiche impediranno alla divisione di sfruttare appieno le proprie capacità. E ciò si tradurrà in un pesante fardello. Le dichiarazioni suonano come una condanna definitiva a un 2022 di stenti o perlomeno transitorio.

Daimler Truck: il CEO Daum fa eco agli avvertimenti lanciati dalla concorrenza

Ieri, nel corso di una tavola rotonda con i giornalisti, Daum ha fatto eco ai recenti avvertimenti lanciati dalla concorrenza, ad esempio da Traton, che i profitti rischiano di diminuire nel secondo semestre per problemi di filiera. La situazione è già stata ampiamente illustrata in diverse circostanze e Daimler Truck, suo malgrado, avrà un avvio in salita. Certamente i dirigenti del marchio avrebbero preferito presupposti migliori, più favorevoli.

Peccato che così non sarà e la parola razionalizzazione costituirà un diktat assoluto. Sicuramente – ha affermato il CEO – consegneranno meno esemplari del preventivato. Insomma, i disagi avvertiti durante gli ultimi mesi dell’anno in corso rimarranno pure quando cambieremo il calendario. Ai microfoni, il Chief Executive Officer ha parlato di lotta per ogni chip.

L’impegno sui costi

Mentre i brand dedicati al trasporto di passeggeri, da BMW a Daimler, hanno l’opportunità di incrementare i prezzi per far fronte allo stato attuale, le realtà specializzate nella fabbricazione di camion non hanno tale flessibilità, ha aggiunto Daum.

Tuttavia, la società si è impegnata a ridurre i costi fissi del 15% rispetto ai livelli del 2019 entro il 2025 e i tagli sono a buon punto. Per avere un quadro più dettagliato bisogna aspettare un mese circa. È, infatti, previsto un aggiornamento a tal riguardo in occasione del Capital Markets Day fissato per l’11 novembre.

Daimler Trucks & Buses, che prima della pandemia registrava profitti annuali di circa 2 miliardi di euro, è destinato a diventare il principale punto di riferimento nel settore dei camion al mondo, una volta completato lo spin-off da Daimler, approvato dagli azionisti lo scorso venerdì.

Tra i problemi di chip e la mancanza di infrastrutture idonee per i veicoli a idrogeno ed elettrici su cui scommette per il 60% dei suoi ricavi entro il 2030, la compagnia appena scissa sta entrando in un mercato ostico.

Daimler Truck: impossibile azzardare tempistiche

I dati recenti segnalano margini di profitto inferiori in confronto a rivali come Scania di Traton e Volvo Trucks di Volvo Group. Il produttore inizierà la fabbricazione della sua prima serie elettrica, eActros, in Germania questa settimana. Gli elevati oneri comportano che il prezzo è circa tre volte quello dell’equivalente diesel.

Con il calo dei costi delle batterie, faranno un passo avanti verso i clienti. Ma non ha modo di dire quanto velocemente accadrà, ha puntualizzato Daum, aggiungendo che gli interventi attuati per disincentivare la propagazione di anidride carbonica era urgentemente necessario per spingere le azienda ad allontanarsi dalla costruzione di mezzi a combustibili fossili.

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